DELIBERA N. 8 Seduta del 10.11.1999

pubblicata nella G.U. n.52 del 3.3.2000

 

 

 

OGGETTO: Approvazione del piano straordinario per le aree a rischio idrogeologico molto elevato e adozione delle misure di salvaguardia per le aree perimetrate (art. 1, comma 1-bis, del decreto legge 11.6.1998, n. 180, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, come modificato dal decreto legge 13 maggio 1999, n. 132, coordinato con la legge di conversione 13 luglio 1999, n. 226.

 

 

 

 

 

IL COMITATO ISTITUZIONALE

 

 

 

 

 

VISTO il decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, come modificato dal decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, coordinato con la legge di conversione 13 luglio 1999, n. 226;

VISTA la legge 18 maggio 1989, n. 183, art. 17;

PREMESSO che il comma 1-bis dell'art. 1 del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito con modificazioni dalla legge 3 agosto 1998, n. 267, così come modificato da decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, coordinato con la legge di conversione 13 luglio 1999, n. 226, prevede che le Autorità di bacino di rilievo nazionale e interregionale e le regioni per i restanti bacini, in deroga alle procedure della legge 18 maggio 1989, n. 183, approvano piani straordinari diretti a rimuovere le situazioni a rischio più alto, redatti anche sulla base delle proposte delle regioni e degli Enti locali. I piani straordinari contengono in particolare l'individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico molto elevato per l'incolumità delle persone e per la sicurezza delle infrastrutture e del patrimonio ambientale e culturale. Per dette aree sono adottate le misure di salvaguardia con il contenuto di cui al comma 6-bis dell'art. 17 della legge 183/1989, oltre che con i contenuti di cui alla lettera d) del comma 3 del medesimo articolo 17;

PREMESSO che il D.P.C.M. 29 settembre 1998 "Atto di indirizzo e coordinamento per l'individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all'art. 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180" contiene indirizzi e criteri per l'individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico per le quali prevedere misure di salvaguardia;

ESAMINATO il "Piano straordinario diretto a rimuovere le situazioni a rischio molto elevato" che recepisce le indicazioni della Regione del Veneto, della Regione Friuli-Venezia Giulia e della Provincia Autonoma di Trento in merito all'identificazione delle zone esposte a pericolo ed alla valutazione del livello di rischio; tale piano è costituito dai seguenti elaborati:

• Relazione contenente tra l'altro le proposte economiche per la mitigazione del rischio e le norme di attuazione e misure di salvaguardia;

• Allegato "Atlante di aree a rischio R4 individuate dalla Regione del Veneto, dalla Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia e dalla Provincia Autonoma di Trento;

• Appendice articolata in:

- Progetto di perimetrazione di aree ad alta pericolosità idrogelogica (relazione, schede e cartografie);

- Progetto di perimetrazione di aree ad alta pericolosità idraulica (relazione e cartografie).

PRESO ATTO che l'ambito territoriale di riferimento del Piano straordinario è costituito dai cinque bacini idrografici di competenza dell'Autorità di bacino;

CONSIDERATA la necessità di realizzare un quadro omologato di conoscenza tra i diversi livelli istituzionali a cui compete il controllo del rischio idraulico e idrogeologico;

CONSIDERATO che in relazione a quanto previsto dall'atto di indirizzo e coordinamento di cui al D.P.C.M. 29 settembre 1998 le indicazioni del Piano in esame vanno intese come suscettibili di revisione e perfezionamento non solo dal punto di vista della metodologia di individuazione e perimetrazione ma anche, conseguentemente, nella scelta delle aree collocate nella categoria di prioritaria urgenza;

VISTO il parere favorevole espresso dal Comitato Tecnico nella seduta del 4 novembre 1999, sui contenuti del Piano straordinario che recepisce le proposte della Regione del Veneto e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, in merito alla identificazione dei fenomeni ad alta pericolosità, e alla perimetrazione delle aree a rischio molto elevato, così come dedotto dalle conoscenze disponibili;

CONSIDERATO che il Comitato Tecnico, prendendo atto del carattere emergenziale del Piano straordinario non ha ritenuto di esprimere un giudizio sulle singole tipologie di intervento proposte dalla Regione del Veneto e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, dando comunque il proprio assenso circa le iniziative contenute nel Piano anche sotto il profilo economico;

CONSIDERATO che l'identificazione dei fenomeni, la conterminazione delle aree di rischio e il programma di interventi riguardanti la Provincia Autonoma di Trento dovranno essere sottoposti al parere del Comitato Tecnico, al fine di verificarne la conformità alle direttive della L. 267/98, e che solo in caso di parere contrario del Comitato Tecnico il Piano straordinario dovrà essere modificato e riportato per l'approvazione in Comitato Istituzionale;

CONSIDERATO che il Piano straordinario oggetto della presente deliberazione è direttamente approvato dal Comitato Istituzionale dell'Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione in deroga alle procedure stabilite dalla legge 18 maggio 1989, n. 183;

 

 

 

D E L I B E R A

 

 

 

ARTICOLO 1

 

In conformità con quanto prescritto dall'"Atto di indirizzo e coordinamento per l'individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all'art. 1, commi 1 e 2, del decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180" è approvato il "Piano straordinario diretto a rimuovere le situazioni a rischio idrogeologico molto elevato" nei bacini di rilievo nazionale dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione, allegato alla presente deliberazione come parte integrante.

 

 

ARTICOLO 2

 

Fermi i poteri del Ministro dei Lavori Pubblici di cui al richiamato art. 17, comma 6 bis, della legge 18 maggio 1989, n. 183, dalla data in cui i Comuni ricevono comunicazione dell'avvenuta adozione della presente deliberazione, nonché copia degli atti relativi, le amministrazioni e gli enti pubblici non possono rilasciare concessioni, autorizzazioni e nulla-osta relativi ad attività di trasformazione ed uso del territorio che siano in contrasto con le norme di attuazione e le norme di salvaguardia del Piano straordinario. Sono fatti salvi gli interventi già autorizzati (o per i quali sia già stata presentata denuncia di inizio di attività ai sensi dell'art. 4, comma 7, del decreto legge 5 ottobre 1993, n. 398, così come convertito in legge 4 dicembre 1993, n. 493 e successive modifiche), sempre che i lavori relativi siano già stati iniziati alla data della comunicazione di cui al precedente capoverso e vengano completati entro il termine di tre anni dalla data di inizio. In ogni caso al titolare della concessione dovrà essere tempestivamente notificata la condizione di pericolosità rilevata.

 

 

ARTICOLO 3

 

Ai sensi del comma 1-bis dell'art. 1 della legge 267/98 modificato dall'art. 9, comma 2, del decreto-legge n. 132/99, nelle aree classificate dal Piano straordinario a rischio molto elevato (R4) sono adottate le misure temporanee di salvaguardia da attuare secondo i contenuti generali previsti dalle norme di attuazione del piano e dalle eventuali norme particolari previste per singoli casi.

 

 

ARTICOLO 4

 

Il Piano straordinario, ai sensi del comma 2 dell'art. 9 della legge 226/1999, potrà essere modificato ed integrato a seguito dell'individuazione e dell'accertamento di ulteriori eventuali aree a rischio molto elevato, anche in relazione a quanto previsto dall'art. 7 delle norme di attuazione e di salvaguardia del Piano straordinario e nell'ambito delle attività di approfondimento condotte dall'Autorità di bacino, dalle Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dalla Provincia Autonoma di Trento e dal Magistrato alle Acque di Venezia, nonché da altre amministrazioni pubbliche;

 

 

ARTICOLO 5

 

Le Regioni Veneto e Friuli-Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento provvederanno a dare immediata comunicazione ai Comuni dell'avvenuta approvazione del Piano straordinario, ai fini della pubblicazione all'albo pretorio, provvedendo altresì alla trasmissione degli atti relativi. I Comuni sono incaricati di provvedere, entro dieci giorni dal ricevimento della comunicazione dell'avvenuta adozione della presente deliberazione, alla pubblicazione all'Albo Pretorio della delibera, delle norme di attuazione e della cartografia relativa alla perimetrazione delle aree a rischio idrogeologico molto elevato interessanti il loro territorio. La pubblicazione avrà una durata di quindici giorni consecutivi e della stessa ne dovrà essere informata, con la certificazione dell'avvenuta pubblicazione, la Regione Veneto, la Regione Friuli-Venezia Giulia e la Provincia Autonoma di Trento, in relazione alle rispettive competenze.

 

 

ARTICOLO 6

 

Il Piano straordinario, approvato con le modalità di cui al comma 1 e 2 della legge 267/98 è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e nei Bollettini Ufficiali delle Regioni interessate.

 

Roma, 10 Novembre 1999

 

per Il PRESIDENTE

Ministro dei Lavori Pubblici

 

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(Sottosegretario On. Prof. Gianni Mattioli)

 

 

Il SEGRETARIO GENERALE

(Dott. Mario Govi)