DELIBERA N.4 Seduta del 26.10.1999

pubblicata nella G.U. n.40 del 18.2.2000

 

 

 

OGGETTO: Modifica delle misure di salvaguardia relative al progetto di piano per la gestione delle risorse idriche del bacino del Piave, adottate dal Comitato Istituzionale con delibera n 1 del 22.03.1999

 

 

 

IL COMITATO ISTITUZIONALE

 

 

PREMESSO:

- che nella seduta del 6 maggio 1998 il Comitato Istituzionale, ha adottato, ai sensi dell'art. 18 della legge 183 del 18 maggio 1989, come integrata dalla legge 493 del 4 dicembre 1993, il Progetto di Piano stralcio per la gestione delle risorse idriche del bacino del Piave;

- che nella seduta del 22.03.1999 con delibera n 1 il Comitato Istituzionale, ha adottato, ai sensi dell'art. 17 della legge 18 maggio 1989 n. 183, così come modificata dall'art. 12 della legge 4 dicembre 1993 n. 493, le norme di salvaguardia, applicate al progetto di piano di bacino per la gestione delle risorse idriche del bacino del Piave;

 

CONSIDERATO:

- che il comma 9 dell'art.12 del D.L. 16 marzo 1999 n 79, pubblicata sulla G.U. n 75 del 31.3.99, prevede che " le caratteristiche delle concessioni di cui ai commi 6,7 e 8 sono modificate in modo da garantire la presenza negli alvei sottesi del minimo deflusso costante vitale di cui alla legge 18 maggio 1989 n 183 e successive modifiche e integrazioni da stabilirsi secondo i criteri generali di cui all'art.88 comma 1 lettera p) del decreto 31 marzo 1998 n 112. Qualora ciò comporti riduzione della potenza nominale media producibile il concessionario non ha diritto ad alcun indennizzo, ma alla sola riduzione del canone demaniale di concessione ";

- che il comma 5 dell'art.22 del D.L. 11 maggio 1999 n 152, , prevede che tutte le derivazioni in atto sono regolate mediante la previsione di rilasci volti a garantire il minimo deflusso vitale nei corpi idrici senza dar luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione;

- che tali recenti principi normativi inducono a modificare le norme di salvaguardia attualmente vigenti uniformando per la definizione del deflusso di rispetto le concessioni attualmente in atto a quelle nuove o in fase di rinnovo;

- che nelle more della adozione del Piano stralcio per la gestione delle risorse idriche, risulta comunque opportuno modificare ed integrare le attuali misure di salvaguardia;

 

VISTO l'art. 17 della legge 18 maggio 1989 n. 183 e sue successive modificazioni e integrazioni e in particolare:

l'art. 17-6 bis della legge che attribuisce all'Autorità di bacino di adottare, tramite il Comitato Istituzionale, in attesa della approvazione del piano di bacino idonee misure di salvaguardia;

l'art. 17-6 ter della legge che consente, per altro, l'adozione di opportune misure inibitorie e cautelative in relazione agli aspetti non ancora compiutamente disciplinati;

 

VISTO il comma 9 dell'art.12 del D.L. 16 marzo 1999 n 79;

 

VISTO il comma 5 dell'art.22 del D.L. 11 maggio 1999 n 152;

 

VISTO il parere favorevole sull'iniziativa espresso dal Comitato tecnico nella seduta del 21.07.1999;

 

 

DELIBERA

 

 

ARTICOLO 1

Modifica delle norme di salvaguardia

Allo scopo di assicurare il perseguimento degli obiettivi indicati dal comma 9 dell'art.12 del D.L. 16 marzo 1999 n 79 e dal comma 5 dell'art.22 del D.L. 11 maggio 1999 n 152, fatti salvi i principi e contenuti della delibera del Comitato Istituzionale n 1 del 22 marzo 1999, l'art.5 dell'allegato 1 alla predetta delibera è così modificato:

"In via transitoria ed in attesa di ultimare i necessari rilievi sperimentali rivolti a determinare l’effettiva dipendenza funzionale tra deflussi minimi e la predetta tutela dell’ecosistema acquatico, il deflusso minimo vitale é assunto nel minimo deflusso di rispetto da valutarsi mediante il seguente algoritmo:

Q(DMV) = (Kbiol + Knat) * Q(DMV)idrol ovvero

Q(DMV) = (Kbiol + Knat) * 0.33 * P * 1.90 * S0,8 * qmedia/1000 ovvero

Q(DMV) = (Kbiol + Knat) * 207 * S0,8 * qmedia*10-6

 

dove:

• S é la superficie sottesa, espressa in Kmq;

• qmedia é la portata media specifica relativa alla tratta omogenea alla quale appartiene la sezione identificata, il cui valore, espresso in l/s per Kmq, è indicato nell'Allegato A, che fa parte integrante delle presenti norme;

• Kbiol é l'indice di criticità biologica;

• Knat é l'indice di criticità naturalistica;

• P é l'indice di perennità, rapporto tra portata della durata di 355 giorni e la portata media, che si assume pari a 0,33;

1) Per le concessioni attualmente in atto , per le nuove concessioni, ovvero per quelle in fase di rinnovo, , siano esse riferite a grandi e piccole derivazioni, sono assunti per gli indici di criticità biologica e naturalistica i seguenti valori:

Knat = 0,5 per i parchi fluviali, nazionali, regionali o locali;

Knat = 0,4 per i parchi nazionali;

Knat = 0,3 per i parchi e le riserve naturali regionali;

Knat = 0,2 per le aree di tutela paesistica, di interesse regionale e di competenza provinciale;

Knat = 0,1 aree di tutela paesistica, di interesse regionale e di competenza degli enti locali;

Kbiol é definito secondo l'allegato 1.1 che fa parte integrante delle presenti norme. Per tutte le altre tratte di corpi idrici superficiali (tratte non presenti nell'elenco) il Kbiol di riferimento é quello corrispondente alla tratta classificata alla quale afferisce il corso d'acqua considerato.

2) Per le sorgenti la portata di minimo deflusso è fissata pari ad almeno un terzo della portata minima continua registrato negli ultimi 5 anni."

 

ARTICOLO 2

Pubblicazione della deliberazione

Copia della presente deliberazione, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e nei Bollettini Ufficiali delle regioni interessate.

 

ARTICOLO 3

Deposito della deliberazione

Copia della stessa deliberazione, è depositata, ai fini della consultazione, presso il Ministero dei Lavori Pubblici (Magistrato alle Acque di Venezia), l'Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione (Segreteria Tecnica), nonché presso le sedi delle regioni Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia-Giulia e Veneto, e presso le sedi delle provincie di Trento, Bolzano, Belluno, Treviso, Venezia e Pordenone.


Roma, 26 ottobre 1999

IL PRESIDENTE

Ministro dei Lavori Pubblici (Dott. Enrico Micheli)

 

IL SEGRETARIO GENERALE

(Dott. Mario Govi)

 

 

ALLEGATO

Modifiche ed integrazioni alle norme di salvaguardia di cui all'allegato della delibera del Comitato istituzionale n 1 del 22.03.99

 

ART. 1

VALENZA ED ELABORATI DEL PIANO

omissis

ART. 2

I CONTENUTI DEL PIANO

omissis

ART 3

NORME PER LA PIANIFICAZIONE PROGRESSIVA

omissis

ART. 4

DEFINIZIONE DEL MINIMO DEFLUSSO VITALE (DMV)

 

E' fissato, per ogni corpo idrico superficiale ricadente nel bacino del Piave una portata di rispetto , da assimilare in prima istanza al minimo deflusso vitale, tendente a garantire la tutela della biocenosi acquatica, compatibilmente con un equilibrato utilizzo della risorsa idrica.

 

ART. 5

QUANTIFICAZIONE DELLA PORTATA DI RISPETTO DA RILASCIARE NEI CORPI IDRICI SUPERFICIALI

In via transitoria ed in attesa di ultimare i necessari rilievi sperimentali rivolti a determinare l’effettiva dipendenza funzionale tra deflussi minimi e la predetta tutela dell’ecosistema acquatico, la portata di rispetto nella rete idrografica naturale, espressa in metri cubi al secondo, è determinata mediante il seguente algoritmo:

 

Q(DMV) = (Kbiol + Knat) * 207 * S0,8 * qmedia*10-6

 

dove:

• S é la superficie del bacino di interesse sottesa, espressa in Kmq;

• qmedia é la portata media specifica espressa in l/s per Kmq. piu' precisamente:

 

- per le sezioni appartenenti alla rete idrografica principale, la portata media specifica é quella indicata per la corrispondente tratta omogenea nell'allegata tabella A nonché nelle tavole A1, A2, A3 di dettaglio della tav.13 che fanno parte integrante delle presenti norme;

 

- per le sezioni non appartenenti alle tratte di cui all'allegata tabella A, la portata media specifica è quella indicata per la corrispondente area omogenea nell'allegata tabella B nonché nelle tavole A1, A2, A3 di dettaglio della tav.13, che fanno parte integrante delle presenti norme;

Per le concessioni attualmente in atto, per le nuove concessioni, ovvero per quelle in fase di rinnovo, siano esse riferite a grandi e piccole derivazioni sono assunti per gli indici di criticità biologica e naturalistica i seguenti valori:

• Knat é l'indice di criticità naturalistica così definito:

Knat = 0,5 per i parchi fluviali nazionali, regionali o locali, aste fluviali importanti o ambiti fluviali di particolare pregio (zone umide);

Knat = 0,4 per i parchi nazionali;

Knat = 0,3 per i parchi e le riserve naturali regionali;

Knat = 0,2 per le aree di tutela paesistica, di interesse regionale e di competenza provinciale;

Knat = 0,1 aree di tutela paesistica, di interesse regionale e di competenza degli enti locali, nonché per tratte di interesse non rientranti nelle precedenti categorie;

Kbiol è l'indice di criticità biologica, definito secondo l'allegata tabella A, nonchè riportato nelle tavv. A1,A2,A3, che fanno parte integrante delle presenti norme.

Per tutte le tratte di corpi idrici superficiali non presenti nell'elenco dell'all. tabella A, il Kbiol di riferimento è quello corrispondente alla tratta classificata (nell'allegata tabella A) alla quale afferisce il corso d'acqua considerato

Per le sorgenti la portata di rispetto è fissata pari ad almeno un terzo della portata minima continua registrato negli ultimi 5 anni.

 

ART. 6

I RINNOVI E LE NUOVE ISTANZE DI DERIVAZIONE

omissis

ART. 7

LE RISORSE IDRICHE

omissis

ART. 8

IL RISPARMIO DELLA RISORSA IDRICA

omissis

ART. 9

NORME COMPORTAMENTALI PER L'UTILIZZO DELLE DERIVAZIONI

omissis

ART. 10

ELEMENTI CONOSCITIVI DA FORNIRE ALL'AUTORITA' DI BACINO PER IL PARERE DI CUI AL D.L. 275 DEL 12.7.93

omissis

ART. 11

LE SITUAZIONI SICCITOSE

omissis

ART. 12

LE AZIONI DA ATTUARE NELLA SITUAZIONE SICCITOSA

omissis

ART. 13

MODIFICA DELLE MISURE DI SALVAGUARDIA

omissis

ART. 14

MODALITA' DI GESTIONE DEI MANUFATTI IDRAULICI

omissis

ART. 15

UTILIZZO DELLE ACQUE PER ATTIVITA' RICREATIVE

omissis