DELIBERA N. 2 Seduta del 26.10.1999

pubblicata nella G.U. n.292 del 14.12.1999 

 

 

 

OGGETTO: Adozione di misure di salvaguardia finalizzate all'utilizzo del serbatoio del Corlo per la laminazione delle piene del fiume Brenta

 

 

 

IL COMITATO ISTITUZIONALE

 

 

 

 

PREMESSO:

- che nella seduta del 12 dicembre 1995 con delibera n 17 il Comitato Istituzionale dell'Autorità di bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione, ha approvato il rapporto sullo stato della sicurezza idraulica nei bacini di competenza dell'Autorità, dando mandato al Segretario Generale di approfondire le tematiche tecnico-economiche riguardanti la realizzabilità di opere di laminazione delle piene, così come prospettato nel rapporto stesso;

- che in detto rapporto era rappresentato lo stato di criticità dell'asta principale del Brenta, nonché erano descritte le eventuali possibili soluzioni per la laminazione delle piene;

- che fra le possibili soluzioni era anche prevista l'utilizzazione del serbatoio idroelettrico del Corlo posto sul torrente Cismon, tributario del fiume Brenta;

- che gli approfondimenti eseguiti nel merito hanno evidenziato che il bacino idroelettrico del Corlo può esercitare un'azione determinante sull'attenuazione delle piene;

 

 

CONSIDERATO:

- che gravi e ricorrenti fenomeni di sofferenza idraulica si sono presentati nel bacino del Brenta soprattutto durante la stagione autunnale e che ciò comporta situazioni di pericolosità idraulica oltre che nella tratta fluviale di pianura a valle di Bassano, anche all'interno del bacino montano, con particolare riferimento all'abitato di Valstagna;

- che nelle more dell' approvazione del progetto di Piano stralcio per la sicurezza idraulica del fiume Brenta, al fine di tutelare i rilevanti interessi collettivi connessi alla sicurezza idraulica dei territori, risulta necessario adottare appropriati provvedimenti aventi carattere di immediata eseguibilità;

- che per minimizzare in tempi brevi il rischio di inondazione dell'abitato di Valstagna, i provvedimenti sopraccitati consistono nel tenere a disposizione a scopo di laminazione il serbatoio del Corlo nel periodo compreso tra il 1 settembre e il 30 novembre;

- che tale provvedimento richiede che nel medesimo periodo si realizzi un preventivo abbassamento della quota di invaso del serbatoio;

- che per il corrente anno le operazioni di svaso possono essere praticate nel periodo 1 novembre- 30 novembre e la quota di invaso, a partire dal 1 novembre, dovrà essere progressivamente diminuita fino a 252 s.l.m. ;

- che per tale uso del serbatoio nel periodo sopraccitato verrà, a consuntivo, riconosciuto all'Enel S.P.A. un indennizzo per la mancata produzione idroelettrica, da determinarsi sulla base della effettiva produzione e dei mancati utilizzi calcolati riguardo alle medie degli ultimi 5 anni; l'indennizzo è stabilito dal Ministero dei Lavori Pubblici ai sensi della normativa di settore;

VISTO il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 23 marzo 1990 con il quale è stato approvato l'atto di indirizzo e coordinamento ai fini della elaborazione ed adozione degli schemi previsionali e programmatici, che prevede tra l'altro al punto 5.2 i criteri generali di valutazione delle priorità, e la metodologia generale per l'individuazione degli interventi più urgenti da inserire negli schemi di cui all'art. 31 della lett. C;

VISTO il punto 5.3 dello stesso decreto che determina gli elementi per la individuazione di situazioni di particolare interesse;

VISTO l'art. 31, comma 2, lett.c della legge 18 maggio 1989 n 183 che prevede, tra l'altro, l'iter per l'approvazione dei fondi finalizzati al finanziamento degli interventi urgenti previsti dai piani previsionali e programmatici;

CONSIDERATO che per il bacino del fiume Brenta non è ancora stato predisposto il piano di bacino e pertanto è tuttora vigente lo schema previsionale e programmatico;

CONSIDERATO che l'utilizzo del serbatoio del Corlo per la laminazione delle piene è da ritenersi a tutti gli effetti configurabile nelle fattispecie previste dagli atti di indirizzo di cui al DPCM 23 marzo 1990, con particolare riferimento alla necessità di provvedere alla soluzione di situazioni di pericolo con probabile rischio a persone o cose, "... sulla base di valutazioni che tengono conto della probabilità del danno, della vulnerabilità del contesto territoriale e ambientale e del valore monetario o ambientale dei beni che risultano esposti";

CONSIDERATO che per quanto sopra esposto l'intervento in argomento può ritnersi una integrazione del piano previsionale e programmatico, per cui l'indennizzo da corrispondere all'ENEL S.P.A. per la mancata produzione può trovare copertura finanziaria nei fondi previsti per la legge 18 maggio 1989 n. 183, triennio 2000-2003 da destinare a questa Autorità di bacino;

VISTO l'art.3 comma 1, punto c della legge 18 maggio 1989 n. 183;

VISTO l'art. 17 della legge 18 maggio 1989 n. 183 e sue successive modificazioni e integrazioni e in particolare:

il comma 3, che richiama le finalità del piano di bacino indicate all'art.3;

l'art. 17-6 bis della legge che attribuisce all'Autorità di bacino di adottare, tramite il Comitato Istituzionale, in attesa della approvazione del piano di bacino, idonee misure di salvaguardia;

l'art. 17-6 ter della legge che consente, per altro, l'adozione di opportune misure inibitorie e cautelative in relazione agli aspetti non ancora compiutamente disciplinati;

VISTO il R.D. 11 dicembre 1933 n 1775;

VISTO il parere del Comitato Tecnico dell'Autorità di bacino che nelle sedute del 9 febbraio 1999 e del 21.7.1999, si é espresso favorevolmente nel merito dell'utilizzo del serbatoio del Corlo per la moderazione delle piene del Brenta;

 

DELIBERA

ARTICOLO 1

Norme di salvaguardia

Allo scopo di assicurare il perseguimento degli obiettivi indicati nelle premesse a salvaguardia della sicurezza idraulica dei territori montani e vallivi del bacino del Brenta, sono adottate norme di salvaguardia finalizzate all'utilizzazione del bacino idroelettrico del Corlo per la moderazione delle piene del torrente Cismon, da attuare secondo quanto previsto dal successivo art.2 ed in base agli indirizzi descritti nell'allegato 1 che forma parte integrante della presente deliberazione.

 

ARTICOLO 2

Modalità di attuazione delle norme di salvaguardia

Nel periodo 1 novembre-30 novembre del presente anno, il livello dell'acqua nel bacino idroelettrico del Corlo dovrà essere portato a quota non superiore a 252 m s.l.m.

Le operazioni di svaso controllato del bacino, dovranno essere eseguite progressivamente mediante manovre ordinarie, previste dal vigente foglio condizioni e secondo le modalità stabilite dalle competenti prefetture e dal servizio dighe.

 

ARTICOLO 3

Efficacia delle norme di salvaguardia e termini di validità

Ai sensi dell'art. 17 della legge 18 maggio 1989 n. 183, così come modificata dall'art. 12 della legge 4 dicembre 1993 n. 493, le presenti norme di salvaguardia sono immediatamente vincolanti e restano in vigore fino al 30 novembre del corrente anno.

 

ARTICOLO 4

Indennizzo per la mancata produzione idroelettrica

Per la diminuita utilizzazione del bacino idroelettrico del Corlo nel periodo 1 novembre - 30 novembre del presente anno, é riconosciuto a consuntivo all'ENEL S.P.A., un indennizzo da deteminarsi sulla base della effettiva produzione e dei mancati utilizzi calcolati riguardo alle medie degli ultimi 5 anni. Tale indennizzo è stabilito dal Ministero dei Lavori Pubblici ai sensi della normativa di settore.

L'importo complessivo corrispondente all'indennizzo, sarà accantonato nelle somme per interventi urgenti previste per questa Autorità di bacino nel riparto dei fondi della legge 18 maggio 1989 n. 183-annualità 2000.

ARTICOLO 5

Osservanza delle norme

Alla vigilanza sul rispetto delle presenti Norme di salvaguardia provvedono l' Ufficio del Genio Civile Regionale di Vicenza, il Nucleo Operativo di Belluno, e gli Uffici Compartimentali di Venezia del Servizio Idrografico e Mareografico Nazionale e del Servizio Dighe, secondo le rispettive competenze.

Su segnalazione degli enti vigilanti e d'intesa con l'Autorità di bacino, in caso di mancata attuazione o inosservanza delle presenti norme da parte del soggetto titolare della gestione del serbatoio idroelettrico, il Prefetto di Belluno d'intesa con il Prefetto di Vicenza, adotta i relativi provvedimenti.

 

ARTICOLO 6

Pubblicazione della deliberazione

Copia della presente deliberazione (senza l'allegato) è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e nei Bollettini Ufficiali delle Regioni interessate e notificata per la sua immediata esecuzione, tramite il prefetto di Belluno, all'ENEL S.p.A., al Ministero dei Lavori Pubblici-Direzione Generale della Difesa del Suolo, al Nucleo Operativo di Belluno (Magistrato alle Acque di Venezia), alla Regione del Veneto, alla Provincia di Belluno, alla Provincia di Vicenza, alla Provincia Autonoma di Trento ed al comune di Arsiè.

 

ARTICOLO 7

Deposito della deliberazione

Copia della stessa deliberazione, completa dell'allegato, è depositata, ai fini della consultazione, presso il Magistrato alle Acque di Venezia (quale organo del Ministero dei Lavori Pubblici), l'Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione (Segreteria Tecnica), presso la Regione del Veneto (Giunta regionale) e presso le sedi delle Province di Belluno, Vicenza e Trento.

 


Roma, 26 ottobre 1999

 

IL PRESIDENTE

Ministro dei Lavori Pubblici

(Dott. Enrico Micheli)

IL SEGRETARIO GENERALE

(Dott. Mario Govi)