DELIBERA N. 7 Seduta del 18.12.2001

 

 

OGGETTO: Bacino del fiume Tagliamento.

Adozione di misure di salvaguardia finalizzate alla definizione della portata di rispetto.

 

IL COMITATO ISTITUZIONALE

 

VISTO l’art. 3, comma 1, lettera i) della legge 18.05.1989 n. 183 che individua, tra gli obiettivi dell’attività di pianificazione, l’attuazione di interventi destinati ad assicurare la razionale utilizzazione delle risorse idriche superficiali e profonde, le azioni atte comunque a garantire che l’insieme delle derivazioni non pregiudichi il minimo deflusso costante vitale negli alvei sottesi, nonché la polizia delle acque;

VISTO l’art. 3 della legge 5.01.1994 n. 36 che attribuisce all’Autorità di Bacino la definizione e l’aggiornamento del bilancio idrico, nonché l’adozione delle misure per la pianificazione dell’economia idrica in funzione degli usi cui sono destinate le risorse;

VISTO l’art. 22, comma 5 del D. Lgs. 11.05.1999, n. 152 che impone la regolazione di tutte le concessioni, comunque in atto, in modo che sia garantito il "minimo deflusso vitale" nei corpi idrici così come previsto dalla legge 183/89;

CONSIDERATO che gravi e ricorrenti fenomeni di sofferenza per carenza di portata liquida sono segnalati nel bacino del Tagliamento, soprattutto durante la stagione estiva e che ciò comporta la completa mancanza d’acqua per estese tratte del fiume Tagliamento e di numerosi affluenti e sub-affluenti, dando luogo conseguentemente a situazioni di crisi ambientale;

CONSIDERATO che, nelle more dell’approvazione del Piano stralcio per la tutela delle risorse idriche ed al fine di tutelare i rilevanti interessi collettivi di natura ambientale connessi con la pianificazione dell’economia idrica, risulta necessario adottare, con urgenza, appropriate misure di salvaguardia rivolte alla determinazione, in via transitoria, della portata di minimo vitale da garantire sul reticolo idrografico superficiale del bacino, nonché alla individuazione delle modalità tecnico-esecutive atte ad assicurare la predetta portata;

CONSIDERATO che la determinazione della portata di minimo vitale necessita, per la sua esatta quantificazione, di verifiche sperimentali per valutare l’evoluzione idrologica ed idrobiologica sui corsi d’acqua.

CONSIDERATO che, nella fase di prima applicazione, la portata di minimo vitale di cui al presente provvedimento viene identificata nella portata di rispetto, cioè quella portata, quale soglia critica, da far transitare a valle di tutte le opere di presa esistenti, al di sotto della quale non può essere esercitata alcuna derivazione o prelievo di risorsa idrica;

VISTO l’art. 17 della legge n. 183 del 18 maggio 1989, così come modificato dall’art. 12 della legge n. 493 del 4 dicembre 1993, secondo cui "in attesa dell’approvazione del Piano di bacino, le Autorità, tramite, il Comitato Istituzionale adottano misure di salvaguardia", che sono immediatamente vincolanti e restano in vigore fino all’approvazione del Piano di bacino e comunque per un periodo non superiore a tre anni;

VISTO l'art. 17, comma 6 ter della legge n. 183 del 18 maggio 1989 che consente, peraltro, l'adozione di opportune misure inibitorie e cautelative in relazione agli aspetti non ancora compiutamente disciplinati;

VISTO il D. Lgs. 12 luglio 1993 n 275;

VISTA la legge 5 gennaio 1994 n 36;

VISTO il D. Lgs. 16 marzo 1999 n. 79;

VISTO il D. Lgs. 11 maggio 1999 n. 152, e successive modifiche;

VISTO il parere n. 6/01 espresso dal Comitato Tecnico nella seduta del 18 aprile 2001, che ha ritenuto necessario ed opportuno prevedere misure di salvaguardia per l’adozione del minimo vitale per i corsi d’acqua facenti parte del bacino del Tagliamento;

RICHIAMATO per quanto occorre il R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775;

CONSIDERATE le particolari problematiche dei bacini montani dell’Alto Friuli;

CONSIDERATA:

- la necessità di consolidare maggiormente i rapporti tra l’Autorità di Bacino e la Regione Friuli-Venezia Giulia e di avere un collegamento continuo con le Comunità locali;

CONSIDERATO che:

- nella riunione tenutasi ad Osoppo il 1° novembre 2001 tra Autorità di Bacino, Regione Friuli Venezia-Giulia e Comunità locali dell’Alto Tagliamento il Presidente della suddetta Regione ha auspicato l’apertura di uno "sportello" dell’Autorità di Bacino a Udine;

- alcuni Uffici Tecnici della Regione Friuli Venezia-Giulia sono dislocati ad Udine;

 

RITENUTO che sussistano le condizioni per intraprendere una nuova iniziativa, da sperimentare in termini di costi, funzioni e risultati.

 

 

DELIBERA

 

ART. 1 Obiettivi delle norme di salvaguardia

Allo scopo di assicurare il perseguimento degli obiettivi indicati nelle premesse e per tutelare le risorse idriche superficiali e sotterranee nel bacino del Tagliamento sono adottate le norme di salvaguardia di cui agli articoli successivi.

ART. 2 Efficacia delle norme di salvaguardia

Ai sensi e per gli effetti del comma 6 bis dell’art. 17 della legge 183/89, così come modificato dalla legge 493/93, le norme di salvaguardia di cui alla presente deliberazione, sono immediatamente vincolanti e restano in vigore fino all’approvazione del Piano stralcio per la gestione delle risorse idriche del bacino del Tagliamento e comunque per un periodo non superiore a tre anni.

ART. 3 Definizione della portata di rispetto

Al fine di garantire la tutela della biocenosi acquatica e l’utilizzo equilibrato della risorsa idrica, con le precisazioni di cui in premesse, è fissata, in via transitoria, in corrispondenza di qualsivoglia sezione del reticolo idrografico superficiale del bacino del Tagliamento, la portata di rispetto, cioè quella portata da far transitare a valle di tutte le opere di presa esistenti ed al di sotto della quale non può essere esercitata alcuna derivazione o prelievo di risorsa idrica.

ART. 4 Quantificazione della portata di rispetto

Per quantificare la portata di rispetto, il bacino del fiume Tagliamento è suddiviso in tre aree omogenee come descritte e delimitate dal documento tecnico che costituisce parte integrante della presente delibera (denominato "Allegato").

Le aree omogenee sono così definite:

La portata di rispetto è calcolata secondo i valori stabiliti per l’area omogenea nella quale è ubicata l’opera di presa.

Per le sorgenti, per le acque di risorgiva, ovvero per i corpi idrici per i quali non sia possibile identificare il bacino idrografico di alimentazione, la portata di rispetto è fissata pari ad almeno un terzo della portata minima continua valutata sugli ultimi cinque anni; ove non si dispongano dei dati di portata minima continua, la portata di rispetto è calcolata nella misura pari a un nono della portata media annua.

In qualsiasi altro caso di indisponibilità di dati idrologici, le portate di rispetto fluenti a valle dei manufatti di captazione, devono risultare maggiori o uguali a un nono della portata media utilizzata.

Nei corsi d’acqua sottoposti a vincolo paesaggistico, e per gli effetti dell’art. 146, comma 1 lett. c) del D. Lgs 490/99, la portata di rispetto, di cui ai precedenti commi del presente articolo, per nuove istanze di derivazione ad uso diverso da quello idropotabile, non può risultare inferiore a 50 l/s.

L'individuazione della portata di rispetto, secondo le modalità sopra specificate, non pregiudica in ogni caso la possibilità di eseguire appropriate indagini a carattere sperimentale rivolte a determinare l'effettiva dipendenza funzionale tra i deflussi minimi e la tutela dell'ecosistema acquatico, anche in ambiti territoriali limitati del bacino.

ART. 5 I rinnovi e le nuove istanze di derivazione

In via transitoria ed in attesa della verifica dell’attuazione del presente provvedimento, il rinnovo delle piccole e grandi derivazioni è limitato al periodo di tre anni dalla data del decreto di concessione. Analogo termine vale per le istanze di nuove derivazioni. II rinnovo ovvero l'assenso di nuove concessioni avviene secondo i criteri ed i principi enunciati dalle presenti misure di salvaguardia, così come indicato al successivo art. 6.

E’ prevista una deroga per le grandi e piccole derivazioni ad uso potabile, per le quali il periodo è esteso a quindici anni.

I titolari di derivazioni d'acqua regolarmente assentite, ove gli obblighi derivanti dal rispetto delle presenti norme comportino una riduzione della portata media annua prelevata, possono richiedere una riduzione del canone demaniale di concessione, per l'aliquota di portata non utilizzata, agli uffici competenti, subordinatamente alla presentazione di idonea documentazione tecnica attestante l'esecuzione delle opere di cui al successivo art. 6.

Ai sensi e per gli effetti dell'art. 22, commi 5 e 6 del D. Lgs. 11 maggio 1999, n. 152, l'effettuazione dei rilasci dalle opere di presa non costituisce presupposto per la corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva, laddove spettante, la prevista riduzione del canone demaniale di concessione.

In sede di rinnovo o di rilascio di nuova concessione, è ammesso il prelievo di acqua idonea al consumo umano per usi diversi da quello idropotabile solo in caso di accertata e documentata carenza di fonti alternative di approvvigionamento. In ogni caso l'autorizzazione ovvero la concessione a derivare è rilasciata qualora l'utilizzatore adotti, compatibilmente con gli usi previsti, tutti gli accorgimenti tecnici atti a ridurre gli sprechi e, dove possibile, a realizzare il riciclo della risorsa.

ART. 6 Norme comportamentali per l’utilizzo delle derivazioni

Tutte le derivazioni da corpi idrici superficiali sono regolate in modo da assicurare il mantenimento del valore prescritto della portata di rispetto immediatamente a valle dell'opera di presa.

Ove la portata fluente sia inferiore alla portata di rispetto non può essere praticata alcuna derivazione. A tal fine le opere di presa relative a nuove derivazioni, nonché, entro un anno dalla entrata in vigore del presente provvedimento, quelle relative a derivazioni esistenti, sono rispettivamente progettate o modificate in modo da assicurare anzitutto il mantenimento della portata di rispetto e, subordinatamente, la sussistenza del prelievo.

ART. 7 Le azioni complementari

Al fine di preservare gli acquiferi sotterranei che dipendono dal regime idrologico del Tagliamento, tutti i punti di prelievo da pozzo presenti nel bacino idrografico devono, entro un anno dall’entrata in vigore del presente provvedimento, essere dotati di idonei dispositivi di misura delle portate prelevate, nonché di idonei dispositivi di regolazione che permettano l'interruzione del flusso idrico proveniente dalla falda quando il pozzo non viene utilizzato.

ART. 8 Monitoraggio

Al fine di valutare gli effetti del presente provvedimento sull'assetto dei vari corsi d'acqua l'Autorità di bacino, d’intesa con le Regioni e gli altri enti locali interessati all'attuazione delle presenti norme, promuove campagne di misura e di monitoraggio delle portate superficiali dei corsi d'acqua e dei livelli piezometrici della falda. Un’ulteriore fase di studio dovrà essere dedicata alla verifica degli effetti del presente provvedimento nei confronti degli impianti idroelettrici esistenti.

ART. 9 Osservanza delle norme di salvaguardia

Sulla base delle informazioni raccolte dagli uffici preposti al rilascio delle concessioni e delle autorizzazioni, il Corpo forestale dello Stato ed il Corpo forestale regionale, avvalendosi del supporto del servizio idrografico competente per territorio, vigilano, mediante controlli a campione, sul rispetto dei predetti obblighi.

Le presenti norme di salvaguardia non comportano modifiche alle regolazioni di portata delle derivazioni in atto o in progetto per le quali siano stati precedentemente definiti e/o prescritti rilasci d’acqua alla presa maggiori della portata di rispetto definita all’art. 4.

L'inottemperanza delle norme da parte dei soggetti titolari di concessione costituisce presupposto per l'attivazione, presso le sedi competenti, ai sensi della legislazione vigente, della procedura di revoca della concessione stessa, salvo che i fatti non diano luogo a decadenza.

ART. 10 Pubblicazione

La presente deliberazione è pubblicata, entro 90 giorni dall’approvazione, nella Gazzetta Ufficiale e nei Bollettini Ufficiali della Regione Veneto e della Regione Autonoma Friuli — Venezia Giulia.

ART. 11 Deposito

La presente deliberazione, che è consultabile via Internet (www.adbve.it), è depositata, completa dell’Allegato, presso la Segreteria Tecnica dell’Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio (Direzione Generale della Difesa del Suolo), il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Regione Veneto, la Regione Autonoma Friuli—Venezia Giulia.

ART. 12 Apertura dello sportello

Allo scopo di perseguire un adeguato collegamento funzionale tra Autorità di Bacino, Regione Friuli-Venezia Giulia e Comunità locali insistenti nei bacini dell’Isonzo, del Tagliamento e del Livenza è autorizzata, in via sperimentale, l’apertura di uno "sportello" dell’Autorità di Bacino a Udine.

ART. 12 Modalità di apertura dello sportello

Il Segretario Generale è incaricato di fissare tempi, modi e condizioni, d’intesa con la Regione Friuli-Venezia Giulia, per la suddetta apertura sperimentale e di valutare, al termine di un anno dalla disposta apertura, se si sia raggiunto il risultato prefissato.

 

Roma, 18 dicembre 2001

IL SEGRETARIO GENERALE
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(Dott. Ing. Antonio Rusconi)

IL PRESIDENTE
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO
____________________________

(On.le Altero Matteoli)

 

allegati:

relazione, tabella 1, tabella 2, tabella 3.