DELIBERA N. 3 Seduta del 05.02.2001

 

 

OGGETTO: Piano di bacino del fiume Piave.

Adozione del Piano stralcio per la gestione delle risorse idriche.

 

IL COMITATO ISTITUZIONALE

 

VISTA la legge 18.05.1989, n. 183, riguardante le "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo" la quale all'art. 18 stabilisce la procedura di approvazione dei Piani di bacino di rilievo nazionale;

VISTO:

- l'art. 17, 6-ter della citata legge, così come modificato dalla legge 04.12.1993 n. 493, che prevede che i Piani di bacino idrografico possono essere redatti ed approvati per sottobacini o per stralci relativi a settori funzionali che in ogni caso dovranno costituire fasi sequenziali ed interrelate rispetto ai contenuti generali individuati dall'articolo stesso;

- il D.L.vo n. 112 del 31 marzo 1998 che all'art. 87 ha soppresso, ai fini dell'approvazione dei Piani di bacino, i pareri previsti dagli artt. 4, comma 1, lettera c) e 18 comma 3 della legge 183/89;

PREMESSO che:

- il Comitato Istituzionale dell'Autorità di bacino ha adottato, con delibera n. 9/98, il progetto di piano stralcio per la gestione delle risorse idriche del bacino del fiume Piave, costituito dalla relazione, dalle norme di attuazione e dai relativi elaborati cartografici;

- ai sensi dell'art.18 comma 3 della legge 183/89 è stata data notizia dell'adozione del progetto del piano stralcio di cui si tratta nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 160 dell'11.07.1998, nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige n. 28 del 07.07.1998, nel Bollettino Ufficiale della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia n. 27 dell'08.07.1998 e nel Bollettino Ufficiale della Regione del Veneto n. 67 del 24.07.1998, con le precisazioni previste dal succitato articolo;

- con deliberazione del Consiglio Regionale n. 59, pubblicata nel Bollettino Ufficiale n. 113 del 26.12.2000, la Regione del Veneto si è espressa sulle osservazioni pervenute, nonché ha formulato il parere previsto dall’art. 18 comma 9 della legge 183/89 sul progetto di Piano.

PRESO ATTO delle osservazioni pervenute e del parere espresso dalla Regione del Veneto;

CONSIDERATO che:

- quanto espresso nel parere formulato sul progetto di Piano dalla Regione del Veneto è in linea generale sostanzialmente condivisibile, sia in termini di proposte di modifica al progetto di Piano, che in ordine al rigetto o accoglimento delle osservazioni pervenute;

- in ordine alla quantificazione della portata di rispetto, mentre risulta condivisibile la modifica all’algoritmo proposta dalla Regione del Veneto, per i criteri applicativi, risulta invece opportuno adottare le seguenti modalità:

- durante il periodo 01 giugno - 31 agosto e 01 dicembre - 28 febbraio la portata di rispetto coincide con la portata idrologica, per cui la somma dei coefficienti Knat e Kbiol deve essere considerato pari ad 1;

- durante gli altri periodi dell'anno la portata di rispetto va determinata moltiplicando la portata idrologica per la somma dei corrispondenti valori dei coefficienti Knat e Kbiol, tabellati nel Piano;

- per le tre tratte a valle delle sezioni di Nervesa (69), Soverzene (47) e del Mis (63), la valutazione della portata di rispetto rimane invece invariata durante tutto l'anno, con l'applicazione costante dei coefficienti Knat e Kbiol tabellati;

- la riduzione delle portate di concessioni irrigue deve essere posta, temporaneamente, uguale a zero;

VISTO:

- l'art.3 comma 1, punto i) della legge 18 maggio 1989 n. 183;

- l'art. 17 della legge 18 maggio 1989 n. 183 e successive modificazioni ed integrazioni ed in particolare:

- il comma 3, che richiama le finalità del piano di bacino indicate all'art. 3, in particolare le lettere c), e) e r);

- l'art. 17-6 bis della legge che attribuisce all'Autorità di Bacino la facoltà di adottare, tramite il Comitato Istituzionale, in attesa della approvazione del Piano di bacino, idonee misure di salvaguardia;

- l'art. 17-6 ter della legge che consente, peraltro, l'adozione di opportune misure inibitorie e cautelative in relazione agli aspetti non ancora compiutamente disciplinati;

VISTO il D.P.R. 18 luglio 1995, che approva l’atto di indirizzo e coordinamento concernente i criteri per la redazione dei Piani di bacino;

VISTO il D.L.vo 12 luglio 1993 n 275;

VISTA la legge 5 gennaio 1994 n 36;

VISTO il D.L.vo. 31 marzo 1998 n. 112 che prevede il trasferimento delle competenze amministrative di tutte le opere idrauliche dallo Stato alle Regioni;

VISTO il D.L.vo 16 marzo 1999 n. 79;

VISTO il D.L.vo 11 maggio 1999 n.152, e successive modifiche, ed in particolare il comma 5 dell’art.22;

RICHIAMATO per quanto occorra il R.D. 11 dicembre 1933 n. 1775;

 

DELIBERA

 

ART.1 L'art. 5 delle norme di attuazione del piano è così modificato:

"In via transitoria ed in attesa di ultimare i necessari rilievi sperimentali rivolti a determinare l'effettiva dipendenza funzionale tra deflussi minimi e la predetta tutela dell'ecosistema acquatico, il deflusso minimo vitale è assunto nel minimo deflusso di rispetto da valutarsi mediante il seguente algoritmo:

dove:

•S é la superficie sottesa, espressa in Kmq;

•qmedia é la portata media specifica relativa alla tratta omogenea alla quale appartiene la sezione identificata, il cui valore, espresso in l/s per Kmq, é indicato nell'Allegato A, che fa parte integrante delle presenti norme;

•Kbiol é l'indice di criticità biologica;

•Knat é l'indice di criticità naturalistica;

1) - Per le concessioni attualmente in atto, per le nuove derivazioni, ovvero per quelle in fase di rinnovo, siano esse riferite a grandi e piccole derivazioni, sono assunti, per gli indici di criticità biologica e naturalistica i seguenti valori:

Knat = 0,5 per i parchi fluviali, nazionali, regionali, locali;

Knat = 0,4 per i parchi nazionali;

Knat = 0,3 per i parchi e le riserve naturali regionali;

Knat = 0,2 per le aree di tutela paesistica, di interesse regionale e di competenza provinciale;

Knat = 0,1 per le aree di tutela paesistica di interesse regionale e di competenza degli enti locali;

Knat = 0 per le aree non comprese nelle precedenti categorie;

Kbiol é definito secondo l'allegato A che fa parte integrante delle presenti norme.

- Per tutte le altre tratte fluviali non numerate il Kbiol di riferimento é quello corrispondente alla tratta classificata alla quale afferisce il corso d'acqua considerato e la portata specifica media annua da considerare nell’algoritmo è quella caratteristica della corrispondente area omogenea alla quale appartiene il corso d’acqua e che viene riportata nella tabella B contenuta negli elaborati B1, B2 e B3, costituenti l’allegato B.

- Per i corsi d’acqua di risorgiva la portata di rispetto da assumere è la maggiore tra quelle valutate dal comma 2 dell’art. 5 e dal comma 1 dell’art.5 del Piano stralcio.

2) Per le sorgenti la portata di minimo deflusso è fissata pari ad almeno un terzo della portata minima continua registrato negli ultimi 5 anni;

3) Per le piccole sorgenti, per le quali, allo stato attuale, non esistono registrazioni di portata, il Comitato Tecnico, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione del presente provvedimento sulla Gazzetta Ufficiale, individuerà apposite modalità attraverso cui definire il valore della portata di minimo deflusso."

ART.2 L'art. 6, secondo comma delle norme di attuazione del piano è modificato come segue:

"In via transitoria, il rinnovo delle piccole o grandi derivazioni dovrà essere limitato al periodo di tre anni dalla data del decreto di concessione.

Analogo termine vale per le istanze di nuove derivazioni.

Il rinnovo oppure l'assenso di nuove concessioni dovrà avvenire secondo i criteri e principi di cui al presente piano, tenuto presente quanto indicato nel successivo art. 8.

Su motivata richiesta, nel caso di piccole derivazioni ad uso idropotabile, la concessione potrà avere durata temporale maggiore. Tale possibilità è estesa anche al caso di piccole derivazioni, di entità quantitativamente molto modesta ed uso limitato nel corso dell’anno, riguardanti malghe, baite e rifugi alpini.

Le concessioni di derivazione ad uso idroelettrico, in territorio montano, per le quali enti locali o soggetti di diritto pubblico abbiano già avviato le procedure amministrative di richiesta della concessione, alla data di adozione del piano, potranno, in relazione alla specificità dell’utilizzo, ed in via eccezionale, avere durata di 15 anni, fatti salvi i principi dettati dagli artt. 4 e 5.".

ART.3 L'art. 9 delle norme di attuazione del piano è così integrato:

"All'interno della fascia delle risorgive, così come individuato dai Piani territoriali vigenti, è vietata l'apertura di nuovi pozzi con fontane a getto continuo.

Entro un anno dall'entrata in vigore del Piano i pozzi esistenti all'interno del bacino del Piave dovranno essere dotati di idonei dispositivi di misura.

All'interno della fascia delle risorgive è vietato l'utilizzo delle acque di falda ai fini del raffreddamento o condizionamento di impianti civili e/o industriali."

ART.4 Al fine di permettere la corretta attuazione del Piano in oggetto, vanno adottate immediate misure di salvaguardia ai sensi dell’art. 17 della legge 18.05.1989 n. 183, così come modificato dall’art. 12 della legge 4.12.1993 n. 493.

In via transitoria, per un periodo non superiore ad un anno dalla data di entrata di vigore delle Misure di salvaguardia, sono fissati i seguenti criteri applicativi della portata di rispetto:

a) durante il periodo 01 giugno - 31 agosto e 01 dicembre - 28 febbraio la portata di rispetto coincide con la portata idrologica, per cui la somma dei coefficienti Knat e Kbiol deve essere considerato pari ad 1;

b) durante gli altri periodi dell'anno la portata di rispetto va determinata moltiplicando la portata idrologica per la somma dei corrispondenti valori tabellati dei coefficienti Knat e Kbiol;

c) per le tre tratte a valle delle sezioni di Nervesa (69), Soverzene (47) e del Mis (63), la valutazione della portata di rispetto rimane invece invariata durante tutto l'anno, con l'applicazione costante dei coefficienti Knat e Kbiol tabellati;

d) la riduzione delle portate di concessioni irrigue deve essere posta, temporaneamente, uguale a zero.

A conclusione del periodo sopra menzionato, e sulla base di appositi monitoraggi idrobiologici e di studi di settore, il Comitato Istituzionale valuterà eventuali diversi criteri applicativi per la portata di rispetto.

ART.5 Le fasi propositiva e programmatica del progetto di Piano, vanno opportunamente adeguate alle indicazioni della presente delibera.

ART.6 Ai sensi dell'art.12, comma 4 lettera e), nonchè dell'art. 18, comma 10 della l. 183/89 è adottato, con le modifiche ed integrazioni di cui agli artt. 1, 2, 3, 4 e 5 della presente delibera, il "Piano stralcio per la gestione delle risorse idriche del Piave", elaborato dal Comitato Tecnico dell'Autorità di Bacino costituito dai seguenti elaborati:

1) relazione, articolata in:

- fase conoscitiva;

- fase propositiva;

- fase programmatica;

- norme di attuazione;

- bibliografia;

2) elaborati cartografici, riguardanti:

- immagine generale del bacino del Piave;

- carta delle precipitazioni medie annue;

- carta delle temperature massime del mese di luglio;

- carta delle temperature minime del mese di gennaio;

- carta della rete idrografica

- carta delle sorgenti;

- carta delle stazioni di misura;

- carta delle stazioni di misura di qualità;

- ambiti territoriali di particolare pregio ambientale e naturalistico;

- carta della qualità delle acque superficiali;

- carta delle utilizzazioni idroelettriche;

- carta del rischio di inquinamento dei pozzi e degli acquedotti;

- carta della proposta dei nuovi assetti;

- carta delle tratte e delle aree omogenee e dei principali schemi idroelettrici (tavole B1, B2, B3).

ART.7 Ai sensi dell'art. 17, comma 5 della legge 183/89 le disposizioni concernenti le norme di attuazione del Piano stralcio approvato hanno carattere immediatamente vincolante per le Amministrazioni ed Enti pubblici, nonchè per i soggetti privati.

ART.8 Ai sensi dell'art. 17 comma 6 della legge 183/89 le Regioni, entro 90 giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale o nei Bollettini Ufficiali dell'approvazione del piano di bacino, emanano, ove necessario, le disposizioni concernenti l'attuazione del Piano stesso nel settore urbanistico.

Decorso tale termine, gli enti territorialmente interessati dal Piano stralcio sono comunque tenuti a rispettarne le prescrizioni nel settore urbanistico.

Qualora gli Enti predetti non provvedano ad adottare i necessari adempimenti relativi ai propri strumenti urbanistici entro sei mesi dalla data di comunicazione delle predette disposizioni, e comunque entro nove mesi dalla pubblicazione dell'approvazione del Piano di bacino, all'adeguamento provvedono d'ufficio le Regioni;

ART.9 Copia del presente Piano stralcio dovrà essere trasmessa al Ministero dei Lavori Pubblici per gli adempimenti di cui all'art. 4 comma 2 della legge 183/89.

 


Vittorio Veneto, 5 febbraio 2001

 

 

IL PRESIDENTE

MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI

On. Dott. Nerio Nesi

 

IL SEGRETARIO GENERALE

Dott. Ing. Antonio Rusconi