DELIBERA N. 1 Seduta del 05.02.2001

 

OGGETTO: Piano di bacino del fiume Piave.

Adozione del progetto di Piano

stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso.

 

IL COMITATO ISTITUZIONALE

PREMESSO che:

- la legge 18.05.1989 n. 183 riguardante le "Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo" modificata dalla legge 04.12.1993 n. 493 prevede all'articolo 17 - 6 ter che i Piani di bacino idrografico possano essere redatti ed approvati per sottobacini o per studi relativi a settori funzionali che in ogni caso dovranno costituire fasi sequenziali e interrelate rispetto ai contenuti generali individuati dall'articolo stesso;

- deve comunque essere garantita la considerazione sistemica del territorio e devono essere disposte le opportune misure inibitorie e cautelative in relazione agli aspetti non ancora compiutamente disciplinati;

- il D.P.R. 18.07.1995 prevede che la redazione del Piano di bacino, e dei suoi stralci, si articoli in tre fasi, correlate in un processo interattivo, quali la fase conoscitiva, l'individuazione degli squilibri, e le azioni propositive;

- la Segreteria Tecnica dell'Autorità di Bacino ha redatto il progetto di Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del fiume Piave;

- il Comitato Tecnico nella seduta del 20.12.2000 ha espresso parere favorevole nei riguardi del suddetto progetto di Piano stralcio;

CONSIDERATO che:

- il progetto di Piano in questione risponde alle indicazioni individuate dal D.P.R. 18.07.1995, articolandosi in tre fasi equivalenti denominate fase conoscitiva, fase propositiva e fase programmatica;

- nella fase conoscitiva vengono individuati gli elementi conoscitivi necessari per la definizione delle fasi successive;

- nella fase propositiva vengono esaminate le possibili soluzioni ed individuate quelle più opportune;

- nella fase programmatica viene individuata la priorità temporale degli interventi con i conseguenti costi e definite le norme che permettono l'attuazione del piano stralcio;

- il progetto di Piano stralcio in esame rappresenta una seconda fase della pianificazione di bacino del fiume Piave, avendo già elaborato nel 1998 il progetto di Piano stralcio per la gestione delle risorse idriche, ed affronta le problematiche relative alla sicurezza idraulica del territorio compreso nel medio e basso corso, tenendo comunque presenti situazioni locali di sicurezza idraulica presenti nel bacino montano unitamente a problemi di gestione generale del territorio e delle aste fluviali;

- il progetto di Piano stralcio in esame risulta comunque correttamente interrelato ai contenuti generali individuati dall'art. 17 della legge 183/89;

- al fine di permettere la corretta attuazione del Piano risulta necessario adottare immediate misure di salvaguardia di cui all’art. 17 della legge 183/89, così come modificato dall’art. 12 della legge 4.12.1993 n. 493;

- che il Piano è congruente con i contenuti della legge 3.08.1998 n. 267 e successive modificazioni e della legge 11.12.2000 n. 365;

 

DELIBERA

Art. 1 E' adottato il progetto del Piano stralcio per la sicurezza idraulica del medio e basso corso del fiume Piave elaborato dal Comitato Tecnico dell'Autorità di Bacino costituito dai seguenti elaborati:

1) relazione, articolata in:

• fase conoscitiva;

• fase propositiva;

• fase programmatica;

• norme di attuazione;

• bibliografia;

2) elaborati cartografici, riguardanti:

• reticolo idrografico del bacino del Piave;

• individuazione dei possibili interventi di laminazione delle piene e di ricalibratura;

• studio di fattibilità di opere per la laminazione delle piene in località Falzè;

• studio di fattibilità di opere per la laminazione delle piene in località Grave di Ciano;

• studio di fattibilità di opere per la laminazione delle piene in località Spresiano;

• studio di fattibilità di opere per la laminazione delle piene in località Papadopoli;

• studio di fattibilità di opere per la laminazione delle piene in località Ponte di Piave;

• studio di fattibilità della ricalibratura dell'alveo nel tratto San Donà di Piave - mare;

• rappresentazione descrittiva delle casse di espansione in località Ponte di Piave;

• unità fisiografiche: inquadramento generale;

• tipologia dei possibili interventi di escavazione nelle unità fisiografiche:

1) Alto Piave; 3) Maè a monte della diga di Pontesei; 4) Piave tra Pieve di Cadore e Soverzene (4 tavole); 5) Piave tra Soverzene e Busche; 6) Cordevole a monte di Alleghe; 8) Cordevole a valle di Alleghe (2 tavole).

Art. 2 Al fine di permettere la corretta attuazione del Piano in oggetto vanno adottate immediate misure di salvaguardia di cui all’art. 17 della legge 18.05.1989 n. 183, così come modificato dall’art. 12 della legge 4.12.1993 n. 493;

Art. 3 Ai sensi dell'art. 18, comma 1, punto b), della legge 18.05.1989 n. 183, si dà atto che le componenti del progetto di Piano di cui trattasi sono di fondamentale interesse della Regione del Veneto, visto che solo in minima parte il bacino idrografico del fiume Piave ricade nei territori appartenenti alle Regioni Autonome Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia.

Art. 4 Ai sensi dell'art. 18, comma 3, della legge 18.05.1989 n. 183, entro 60 giorni dall’adozione del progetto di Piano ne sarà data notizia nella Gazzetta Ufficiale e nei Bollettini Ufficiali della Regione Veneto e delle Regioni Autonome Trentino-Alto Adige, e Friuli-Venezia Giulia, con la precisazione dei tempi, luoghi e modalità ove, chiunque sia interessato, possa prendere visione e consultare la documentazione relativa.

Art. 5 Ai sensi dell'art. 18, comma 6, della legge 18.05.1989 n. 183, il progetto di Piano con la relativa documentazione sono depositati, per la durata di 45 giorni dalla pubblicazione dell’avvenuta adozione, presso la sede della Segreteria Tecnica dell'Autorità di Bacino dei fiumi Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione, della Regione Veneto, della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, delle Province Autonome di Trento e Bolzano e delle Province di Belluno, Treviso, Venezia e Pordenone;

 

Vittorio Veneto, 05 febbraio 2001

IL PRESIDENTE

MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI

On. Dott. Nerio Nesi

IL SEGRETARIO GENERALE

Dott. Ing. Antonio Rusconi